LA SIGNORA DELLE CAMELIE

la signora delle camelie

Titolo: La Signora Delle Camelie

Autore: Alexandre Dumas (figlio)

Casa Editrice: Bure

Genere: Romanzo Rosa

Anno di Pubblicazione: Febbraio 1950

Pagine: 188

Prezzo: 6,50 €

Tradotto da Paola Ojetti

     

                           TRAMA

È la storia d’amore difficile e infelice di Margherita, descritta come la cortigiana più bella di Parigi e di Armando Duval.

Il narratore, fa visita ad una casa di una signora mantenuta, che è deceduta.

Il narratore, ipotizza che la signora sia stata una prostituta molto ricca, la quale aveva molti oggetti preziosi che, i suoi uomini gli avevano regalato.

Scopre che l’appartamento è di una certa Margherita Gautier morta da poco e, che ha lasciato molti debiti, l’appartamento in vendita l’avrebbe saldati.

Il narratore, viene a conoscenza che, la donna frequentava i Champs – Elysées e, le rappresentazioni teatrali, alle quali portava sempre con sé tre oggetti: l’occhiolino, un sacchetto di dolci e le camelie che, per 25 giorni al mese erano bianche e, per i restanti 5 giorni erano rosse.

Margherita era una cortigiana protetta dal Duca il quale, la “manteneva” in quanto ritrovava in lei una somiglianza con la figlia morta.

Il narratore partecipa ad un’asta e si aggiudica un libro “Manon Lescaut”, pagandolo cento franchi.

Quando lo apre, nella prima pagina ci trova una dedica << A Margherita. Umiltà, firmato Armando Duval>>.

Armando Duval venuto a conoscenza che il narratore ha comprato il libro, si reca da quest’ultimo per farselo cedere.

Duval in cambio gli fa leggere una lettera che gli scrisse Margherita, durante la sua malattia. Il narratore vuol sapere la sua storia d’amore con Margherita.

Armando desidera rivedere la donna amata.

Una volta che riaprono la tomba, l’uomo vedendo il corpo della donna corroso, cade malato.

Durante la sua convalescenza il narratore lo assiste.

Armando, inizia a raccontare al narratore la sua storia con Margherita.

La prima volta che la vide, fu ad una rappresentazione teatrale, Armando rimase colpito dalla donna.

Per due anni però l’uomo non vede la donna, in quanto quest’ultima a causa di una malattia è in viaggio con il Duca.

Passati questi due anni, Armando rivede di sfuggita Margherita ma, questo non gli basta e, con l’aiuto di Gastone vanno da Prudenza (vicina di Margherita) così facendo arrivano alla donna.

Margherita, alla fine cede alla corte di Armando e, decide di comprare casa.

Il duca venendo a conoscenza delle abitudini di Margherita gli dà un ultimatum lasciare Armando.

Lei non accetta e, il duca non gli fa più ricevere i suoi soldi.

Margherita è così costretta a vendere i cavalli e la carrozza.

La donna un giorno decide di far ritorno dal duca e lascia Armando con un biglietto. Quest’ultimo per vendicarsi diventa l’amante di Olimpia.

Margherita, si ammala di nuovo e l’uomo gli va a fare visita ma, un litigio lì porta ad allontanarsi.

Armando alla fine tramite una lettera che gli scrive Margherita viene a conoscenza che lo lasciò in quanto il padre di lui glielo aveva chiesto.

L’unica persona che stette vicino a Margherita fu Giulia Duprat che, continuò a scrivere il diario di Margherita da quando lei non né fu più capace.

CITAZIONI LIBRO

<< Qual cosa è più triste che la vecchiaia del vizio, sopratutto nella donna? Non porta in sé dignità e non ispira curiosità alcuna.>>

 

<< Il narratore non era a conoscenza della morte di Margherita perché tanto più la vita di queste donne incuriosisce e fa rumore, tanto più la morte passa inosservata>>.

 

<< Armando al contrario, sembrava compiacersi di parlarne e non più come una volta con lacrime agli occhi, ma con un dolce sorriso>>.

 

<<Dunque Margherita era una sgualdrinella come tante: Questo profondo amore che sentiva per me non ha nemmeno lottato contro il desiderio di riprendere la vita di un tempo>>.

 

<<Capii il potere che avevo sulla poveretta e ne abusai violentemente: da allora le feci subire una persecuzione ogni giorno>>.

OPINIONE MIA

Lo stile di Dumas è fluido, ricco di dettagli e un po’ poetico. La storia d’amore di Armando e Margherita vi farà commuovere e vi farà immedesimare non solo nella storia ma, anche nei protagonisti.

Il narratore in questo libro è esterno. Dumas scrisse questo capolavoro ispirandosi ad una persona che era realmente vissuta: Marie Duplessis, cortigiana con cui lo scrittore ebbe una relazione e come Margherita morì giovane.

Dumas ha un pensiero sulle donne come Margherita che non le giudica ma neanche assolve di ciò che fanno ma, le comprende.

Ogni lettore che si dice tale deve assolutamente leggere questo capolavoro.

librolibrolibrolibrolibroda non perdere.

 

220px-Alexandre_Dumas_fils_elderly Figlio di Alexandre Dumas e della sua vicina di pianerottolo, Catherine Laure Labay. Nel settembre 1844 a Parigi conosce Marie Duplessis, con la quale intratterrà una relazione fino all’agosto del 1845. La donna, morta nel 1847, gli ispirerà il suo più noto romanzo La signora delle camelie (1848), da cui trarrà l’omonimo dramma del 1852. Negli anni successivi lo scrittore francese affronta, con il suo stile di scrittura brillante, temi assai controversi per l’epoca quali la posizione sociale della donna, il divorzio e l’adulterio.

Tra le opere di questo periodo vanno ricordate Démi-Monde (1855), L’amico delle donne (1864), Le idee della signora Aubray (1867), La moglie di Claudio (1873), Francillon (1887). Dumas vivrà la propria vita come uno dei suoi eroi drammatici, tra torbidi amori e fantastiche avventure. Ammiratore di George Sand, che chiama «cara mamma», trascorrerà molto tempo nella sua proprietà di Nohant-Vic e curerà l’allestimento del suo romanzo Le Marquis de Villemer per la scena.

Si sposò il 31 dicembre 1864 a Mosca con Nadezhda von Knorring (1826 – 1895); la coppia ebbe due figlie, Marie-Alexandrine-Henriette Dumas e Jeanine Dumas, di cui la maggiore fu madre dello schermidore Alexandre Lippmann. Fra gli onori che gli vennero tributati va ricordato che venne decorato con la Legion d’Onore e che fu eletto all’Académie française nel 1874. Morì il 2 novembre 1895 nella sua proprietà di Yvelines, a Marly-le-Roi, e fu inumato nel cimitero di Montmartre a Parigi.

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