E POI VENNE LORENZO: LA VERA FELICITÀ È ESSERE NOI STESSI.

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Titolo: E poi venne Lorenzo: La vera felicità è essere noi stessi

Autore: Giancarlo Zambaldi

Casa Editrice: Ellade Libri / Parallelo45

Anno di Pubblicazione: 1 Giugno 2016

Genere: M / M

Pagine: 100

Prezzo: 13 €

                                     TRAMA

Giancarlo, il protagonista, è un giovane consulente vendite nel settore automobilistico. Vive due vite parallelamente: in pubblico, con amici, familiari e colleghi, è brillante, divertente, un uomo riservato e apparentemente privo di una vita sentimentale. Nell’intimo, Giancarlo nasconde al mondo la sua omosessualità, come se si trattasse di una vergogna da celare, un segreto da custodire per essere amato e accettato. Il doppio binario della sua vita finisce per incrociarsi e collidere quando incontra Lorenzo, un ragazzo di cui si innamora perdutamente. Quella passione, che diviene quasi ossessione, porta Giancarlo a rimettere in discussione se stesso, le sue scelte, il suo modo di vivere, fino a rendergli intollerabile il silenzio che si è imposto da anni. Sullo sfondo della vicenda, la famiglia: il rapporto del protagonista con la madre e il padre e l’assenza di dialogo tra fratelli.

Il romanzo riflette in profondità sulla condizione degli omosessuali nell’Italia di oggi: lungi dall’essere una società civile aperta e moderna, la realtà italiana è ancora profondamente intollerante nei confronti del diverso ed è questa condizione, molto più della sua storia privata e personale, ad alimentare il malessere di Giancarlo. Un dolore che solo nell’epilogo può trasformarsi in forza e in un coraggio nuovo che apriranno le porte per una nuova, più consapevole esistenza.

                  CITAZIONI LIBRO

Aveva l’eleganza di un ghepardo che avanzava furtivo, e un po’ intimorito, come se temesse di essere spiato e avesse paura di incontrare qualcuno di conosciuto. Era vestito in maniera molto semplice, forse anche troppo per i miei gusti: bermuda scuri, polo a righine che non avrei messo neanche per andare in cantina e sopratutto, cosa per me a dir poco inaccettabile, indossava gli infradito. Era magro, un po’ scialbo e a prima vista poteva passare inosservato, eppure su di me aveva un effetto ipnotico.

Più si avvicinava più ero ammaliato dall’espressione dei suoi occhi profondi e penetranti e dal sorriso luminoso e aperto.”

 

Tutto ciò mi metteva angoscia e in un certo senso paura, ero convinto che ci sarebbero stati dei cambiamenti e mi sentivo combattuto, non sapevo se continuare in quell’avventura o fermarmi sul bordo del precipizio per preservare quello che avevo costruito: la mia immagine. Un’ immagine sicuramente distorta, ipocrita, bugiarda che mi aveva però permesso di avere una vita parallela rispetto a quella che facevo di notte, a quella che mi piaceva di più e non osavo ammettere. Non ne ero molto fiero, tuttavia era stata l’unica strada che la paura e la vergogna mi avevano concesso di intraprendere; solo una buona dose di coraggio mi avrebbe permesso di cambiarla, un coraggio che purtroppo non avevo e tanto meno avrei saputo con Lorenzo”.

                           OPINIONE MIA

Ringrazio la casa editrice Paralello45 per avermi concesso di leggere questo meraviglioso libro.

Prima di proseguire vi starete chiedendo cosa vuol dire il genere M / M (parlo per coloro che non lo sanno).

Ci sono 3 tipi di genere che si possano trovare leggendo i libri:

M / F stanno per maschio, femmina. Sono quelli più comuni;

M / M stanno per maschio, maschio;

F / F stanno per femmina, femmina.

Torniamo alla nostra recensione.

Questo libro parla dell’omosessualità.

Giancarlo il protagonista nasconde il suo essere gay perché ha paura del giudizio delle persone.

Oggi, purtroppo in Italia molte persone non accettano questo tipo di relazione, sono all’antica e non vedano oltre il loro naso.

Per me l’amore è universale, che le persone gay come il protagonista del libro possono amare come gli eterosessuali.

Giancarlo, nasconde il suo essere gay perché ha paura di essere giudicato anche dalla sua famiglia e dagli amici.

Fino al giorno in cui incontra Lorenzo e se ne innamora, capisce così che non può continuare a nascondere chi è veramente, così inizia un cammino per accettarsi così com’è.

Molte persone gay, non accettano il fatto di amare una persona del suo stesso sesso, perché sono giudicati “diversi”, che poi di diverso non hanno nulla.

Il libro è scritto in maniera semplice, ti coinvolge parecchio, è una scrittura fresca e diversa dal solito. Letto in una giornata mi ha saputo coinvolgere molto. Si tratta di una storia vera e di argomenti che ci riguardano tutti i giorni.

Come dicevo prima in Italia ci sono ancora individuo che non accettano due uomini oppure due donne che stanno insieme ma, infondo sono anche quelle persone che disgustano un disabile, oppure di quelli che abbandonano gli animali per strada.

Insomma sono quelle persone di mentalità stretta e purtroppo ci saranno sempre persone ignoranti.

Ok, lo ammetto mi sono lasciata trasportare molto da questo libro, solo perché per me l’amore non ha età, non ha sesso, non ha etnia. Molte persone ancora non capiscono che quando l’amore bussa alla porta ti prende e ti trascina da chi vuole lui.

Leggete questo libro è fantastico e non ve ne pentirete.

Scusate per la recensione troppo lunga ma essendo argomenti di tutti i giorni volevo dirvi la mia.

zambaldi-giancarlo Giancarlo Zambaldi nasce a Trento il 21 settembre 1972, dopo gli studi commerciali inizia l’attività di consulente vendite prima nel settore automobilistico e poi, per qualche anno, in quello ortopedico. Dal 2006 ritorna ad occuparsi di automobili. Attualmente lavora per un marchio premium estero e vive a Pergine Valsugana.

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Ed ecco la sorpresa per voi, l’intervista all’autore del libro.

Buonasera Giancarlo e grazie per aver accettato di rispondere ad alcune domande. Benvenuto nel mio piccolo posto il mio blog.

  1. Com’è nata la passione per la scrittura?

    Più che di passione per la scrittura, parlerei di passione per la lettura, poi secondo me il passo è più breve di quello che si pensa. Da sempre ho amato i libri. Quando ho fatto il servizio militare, ho fatto l’obiettore, per fortuna cercavano un bibliotecario e per me è stata un’esperienza entusiasmante. Con un libro non sei mai solo…e questo è vero.

  1. Come è stato scrivere la tua autobiografia?

 Chiamarla biografia mi sembra non corretto  perché questo breve romanzo racconta solo una minima parte della mia vita: un periodo travagliato, difficile, sofferto ma è solo una parte. Una storia d’amore che mi ha visto protagonista. Non è stato facile anche perché mi sono  messo a nudo difronte a molte persone e non sapevo come avrebbero agito scoprendo lati di me, per usare un eufemismo…reconditi. È andata bene.

  1. Cosa fai nella vita oltre a scrivere?

Ho tante passioni. Forse troppe?! Amo i cavalli, il vino, mi piace studiare il galateo, sono un ottimo cuoco e mi piace l’ospitalità. Non potrei vivere senza la musica lirica e classica e mi piace stare a casa mia con le mie cose e con le persone che amo. Inoltre devo lavorare, sono un consulente commerciale nel settore automobilistico.

  1. Quale è stato l’input che ti ha spinto a scrivere il libro?

 Volevo liberarmi da un peso che era divenuto insopportabile. Dovevo incanalare tutta la disperazione, l’angoscia,  il dolore per una storia d’amore naufragata, in qualcosa di positivo che potesse essere di esempio anche ad altri è mi sembra che tutto sommato ci sia riuscito.

    1. Il tuo scrittore preferito chi è?

      8. Qual’è il tuo libro preferito?

 Non ho scrittori preferiti, come non ho un libro preferito. Mi piace leggere quasi di tutto.

Prediligo però i gialli, le biografie magari di artisti sia del passato che attuali. Qualche saggio anche impegnato su pittori del 500 o 600 o argomenti curiosi. Ora sto leggendo un libro che si intitola: il primo ghetto, e parla del ghetto ebraico di Venezia, un libro pieno di curiosità, davvero bello.

  1. Che motto/citazione hai? Se ne hai uno qual’è?

Mi piace un proverbio cinese: non temere di avanzare lentamente, temi soltanto di fermarti.

    1. Hai un posto preferito quando scrivi?

Scrivo di solito a casa mia al computer gli appunti, le idee e le intuizioni ove capita, appuntandomele sul cell o taccuino.

9. Mentre scrivi ascolti musica oppure ti piace il silenzio?

Silenzio assoluto.

10. Cos’hai provato quando hai pubblicato con la casa editrice Paralello45 / Ellade libri?

 Una moderata soddisfazione.  Ero contento per me, per essere riuscito a mettere su carta le mie impressioni, una parte di quello che avevo vissuto. Ma sempre con i piedi per terra perché alla fine non ho fatto niente di straordinario.

11. Secondo te in Italia le persone accetteranno mai che due persone dello stesso sesso stiano insieme?

O presto o tardi anche il nostro Paese dovrà rendersi conto che i tempi sono cambiati e che questo atteggiamento ipocrita, ottuso e manicheo non è più accettabile. Non devono esistere cittadini di serie A e cittadini di serie B ma persone che devono avere il diritto di vivere liberamente la propria vita, nel rispetto reciproco. Due persone che si amano, sono due persone che si amano: punto.

12. Come ti senti ora, dopo aver fatto coming out ?

Mi sento più leggero, consapevole, coraggioso, sicuro…in una parola mi sento più libero.

13. Vuoi dire qualcosa ai giovani che stanno vivendo la paura che hai vissuto anche te nel nascondere chi eri realmente?

 Mi rendo conto che fare outing non è facile, soprattutto in Italia dove i gay sono ancora visti con pregiudizio, come fossero figli di un Dio minore. Ma il consiglio che io do è quello di non avere paura e dirlo, incominciando dalle persone a noi più vicine. Dobbiamo avere il coraggio di non nasconderci perché facendo così ci facciamo solo del male. Per essere felici dobbiamo essere liberi ma per essere liberi dobbiamo essere coraggiosi. Io mi pento di non averlo fatto prima.

14. I tuoi familiari, il tuo ragazzo, cosa ne pensano del libro che hai pubblicato? Essendo una tua autobiografia.

 Le persone a me particolarmente vicine hanno accolto il libro bene e alcuni mi hanno anche chiesto scusa per non aver capito o non aver saputo cogliere, con il senno di poi, i miei segnali di richiesta di aiuto. Anche il giudizio del mio ragazzo è positivo, magari qualche appunto su alcuni passaggi alquanto audaci ma tutto bene.

15. Ci sono molti genitori che non accettano che i propri figli siano gay. Cosa gli diresti?

Fanno molto male a non accogliere un figlio gay: attenzione ho detto accogliere non accettare. Non si può accettare un figlio come fosse un pacco postale. Ma anzi va accolto, capito, aiutato, rimproverato se serve ma mai rifiutato. Dal profondo del mio cuore dico a questi genitori di non voltare le spalle al loro figlio o figlia, oltre a causare grande dolore, se ne pentirebbero amaramente.

Grazie per aver risposto alle domande.

MM

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