INTERVISTA A FRANCESCA CONSIGLIO

Buonasera miei cari Lettori e Lettrici, oggi vi posto un’intervista fatta ad un’autrice emergente. Per scoprire i suoi libri, leggete l’intervista.

                  1. Com’è nata la passione per la scrittura?

Siamo nate assieme. È sempre stata lì. Mentre io crescevo in statura lei espandeva i suoi confini dentro di me partendo dall’anima fino a contaminarmi completamente.

2.  A che età hai iniziato a scrivere, e cosa oppure chi ti ha portato a farlo?

Considero la scrittura una forma alternativa dell’arte. L’arte è un’unica essenza che viaggia attraverso il tempo e si trasforma a seconda dell’animo che sceglie di albergare; può manifestarsi attraverso la pittura, la musica, la scrittura ed altre forme ma il suo cuore rimane unico. Ho cominciato a scrivere in modo più consapevole per esigenza di scoprirmi e farmi portavoce di quelle incantevoli (e terrificanti al tempo stesso) creature che albergano la mia mente.

                        3. Cosa fai nella vita oltre a scrivere?

Mi occupo di montaggi video e grafica. Amo moltissimo la musica e ascolto diversi generi; canto e suono chitarra e pianoforte da autodidatta. Prima di immergermi completamente nella scrittura componevo musica e scrivevo canzoni. In definitiva comunque tutto ciò che fa parte dell’arte m’interessa e cattura la mia attenzione.

4. Quale è stato l’input che ti ha spinto a scrivere “Zibaldanza” e “Pensieri di una mente pigra: Diario di bordo di un’anima inquieta”?

La ricerca della verità e la necessità di conoscere da vicino il mio inconscio mi hanno spinta a scrivere. In principio la scrittura doveva essere un mezzo necessario per imprimere su carta quei pensieri che erano troppo sfuggenti. Era necessario fermarli per poterli analizzare.

                5. Il tuo scrittore preferito chi è?

Ne ho più di uno. Prediligo sicuramente gli scrittori del passato quali Oscar Wilde, Emily Bronte, Jane Austen, Sade, Charlotte Bronte, W. Shakespeare, Baudelaire.

                  6. Che motto/citazione hai? Se ne hai uno qual è?

Definire è limitare” di Oscar Wilde. Non mi piacciono le definizioni, i pregiudizi, i pensieri schematici. Sono una libertina e combatto contro tutto ciò che ritengo “castrante” per la mente. Non mi preoccupo mai delle definizioni, preferisco “testare” la sostanza delle cose, sminuzzarne la parte più primordiale e vera. Rispetto molto il mio personale “giudizio”, non do spazio ai condizionamenti esterni.

7. Parlaci dei libri che hai pubblicato.

Pensieri di una mente pigra” e “Zibaldanza” non sono dei romanzi piuttosto somigliano a dei diari personali. Essi sono il risultato di lunghi periodi trascorsi alla ricerca di una parte importante di me. Piccoli confessionali aperti a quel “genere” di lettore capace di andare oltre la parola. Pensieri, poesie e paragrafi indipendenti riguardanti diverse tematiche. Sicuramente libri particolarmente introspettivi.

                   8. Hai un posto preferito quando scrivi?

No. Scrivo ovunque e in qualsiasi momento. Se un pensiero si presenta improvvisamente arresto tutto ciò che sto facendo in quel momento e lo scrivo, prendo appunti, abbozzo situazioni. Il posto è indifferente. L’importante è che ci sia l’ispirazione, la pulsione necessaria a proiettarmi in dimensioni alternative.

                      9. Qual è il tuo libro preferito?

Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde. Sono da sempre una narcisista e come Dorian temo l’inesorabile trascorrere del tempo, inoltre è un libro colmo di aforismi e passi, a parer mio, di una bellezza e saggezza ineguagliabili.

      10. Mentre scrivi ascolti musica oppure ti piace il silenzio?

Con la musica vivo un rapporto libidico che dura da tutta una vita; è un’essenza inscindibile da tutto quello che sono o faccio, compresa la scrittura.

                    11. Proveresti a scrivere altri generi?

Scrivo per istinto quindi se la mia mente dovesse ricevere input diversi (e rimanerne affascinata) questo sicuramente si riverserebbe sulla mia scrittura. Non pongo limiti a nulla.

        12. Cos’hai provato quando hai pubblicato i tuoi due libri?

Mi sono sentita una madre orgogliosa dei suoi figli; li ho cullati e tenuti fra le mani senza sfogliarli per un po’ di tempo per poi riscoprirli.

             13. Parlaci del libro che sta per uscire.

Rosso Matrioska – Amadeus d.V” sarà il primo volume di una storia che coinvolgerà differenti realtà e personaggi. Lo definisco una sorta di spettro dispettoso che mi assilla da un po’ di tempo e al quale ho dovuto dare una forma tangibile perché esso, come me, desidera rimanere e trovare sostanza nella realtà. Il protagonista assoluto di questo volume è Amadeus De Vallier un giovane pittore, distaccato dalla realtà comune, sprezzante di molti sentimenti umani, interessato solo alla sua arte. Poi c’è Erzsebet, una donna curiosa, amante della bella vita e del lusso che apprezza l’arte ma non gli artisti ed il loro modo “insolito” di vivere. Infine c’è David, un giovane dandy egocentrico, cugino di Amadeus. Non voglio anticipare molto perché il romanzo è in fase di stesura. È a tutti gli effetti il primo lavoro nel quale mi cimento scrivendo in maniera più discorsiva. Nei miei primi due libri non ho seguito alcuna trama.

                 14. A chi vuole seguire questo mestiere cosa consiglieresti?

Non considero la scrittura un mestiere o detesterei scrivere quindi non ho consigli da dare. Posso soltanto dire che come non esiste tecnica alcuna per conquistare un amore così non esiste un processo logico per diventare “scrittori”. La scrittura è passione, tormento, essenza impercettibile eppure sconvolgente. Si scrive per esigenza, per nessun altro motivo. Chi chiede consigli su come diventare “scrittori” credo debba prendere in considerazione di cambiar “mestiere”.

14360237_10207445071547394_1927131177_o  Duale, poliedrica come una chimera, sorda ad ogni altro richiamo che non sia la “prepotente” arte, viene scelta da artefici ignoti,

come portavoce di parole senza tempo. Comincia questo percorso “minato” visualizzando messaggi criptici del mondo onirico, ai
quali cerca di dar forma attraverso i suoi scritti, lembi di pergamene senza autore, racconti che il mare ha affidato a marinai nostalgici. “Definisce” la sua scrittura “evocativa”, ricca di figure antiche e metafore. Conscia della non scelta volontaria dell’assoluta devozione verso l’arte, parte per un viaggio mentale senza mete precise, senza un punto di ritorno certo. Le sue prime poesie sono presenti in alcune antologie. Pubblica il primo diario di bordo “Pensieri di una mente Pigra” nel febbraio 2015. In “Zibaldanza”, primo atto dell’eccentrico spettacolo della mente, l’autrice, oltre a pensieri e poesie, raccoglie i suoi primi, veri, paragrafi indipendenti.
Url pagina ufficiale della scrittrice:
Url pagina ufficiale del libro Zibaldanza:
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