PRESENTAZIONE DI FEDELA ALLA LINEA – IN FUGA VERSO ME

Buonasera miei cari Lettori e Lettrici, oggi vi voglio presentare un libro che partecipa al blog tour di leggere italiano, alla fine dell’articolo troverete il giveaway per vincere una copia cartacea oppure l’ebook di questo libro.

Ma andiamo a conoscere meglio sia l’autore che il libro.

copertina

TRAMA

Dal terrazzo della sua stanza in un piccolo paese delle Marche alla magiche vie di Tallinn, dal gelo di Katowice alle biciclette di Utrecht, dai fantasmi di Dublino ai camminatoi traballanti degli splav del Danubio. I piedi scalzi dei bambini di Belen e l’aria greve di La Paz. Il Machu Picchu e il deserto cileno di Atacama. Nicola, 36 anni, si accompagna in prima persona alla scoperta del “viaggio” lungo gli ultimi sette anni di tonfi e trionfi, strappi furiosi scanditi da rabbiose fughe in solitaria alla ricerca di qualcosa da cercare e patine melmose di mesi inermi ad accattare ossigeno, senza mai una pausa da se stesso. E poi ancora lo stesso terrazzo, con i bagagli ancora da disfare. Con il bisogno ormai fisico di adattarsi. Con il focolaio mai spento, con quel dannato pizzicorio perverso, di andare fino in fondo.

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Ho chiesto all’autore perché qualcuno dovrebbe leggere il suo libro e di cosa tratta. Seguitemi per vedere cosa mi ha risposto:

Questo libro parla di “un viaggio lungo 7 anni”, inizia con il restituire pari dignità al turista e al viaggiatore, nel rispetto e nella consapevolezza delle possibilità di ciascun essere della mia stessa specie. I viaggi in solitaria sono tutti collegati tra di loro, sono tappe di un percorso reale, metaforico, cronologico ed emozionale. Ci sono date, stati d’animo che si evolvono, “fotografie” dei luoghi visitati (a volte calpestati ciecamente e furiosamente) che hanno quasi sempre un ruolo strumentale.

A chi è rivolto e perché leggerlo?

Ad un potenziale lettore direi che se sta cercando ispirazione per fare un viaggio, forse dovrebbe rivolgersi altrove. Tutti consigliano di viaggiare, viaggiare da soli, leggere, scrivere, guadare certi film e ascoltare certa musica. Io credo che nessun desiderio si possa e si debba indurre. Figuriamoci un bisogno. Perché nel mio caso, scrivere è stato un bisogno, non certo un sogno.

E se qualcuno non sente il bisogno di viaggiare, non va fatto né sentire né passare per un idiota. Voglio dire: ciascuno ha le proprie priorità, è nel bel mezzo di un viaggio anche se non viaggia.

Sui consigli in generale, compreso quello di leggere il mio libro, credo che servano solo agli stupidi e a chi li dà. E credo che spesso coincidano.

Posso ripetere… che l’ho scritto rivolgendomi a me stesso, e che forse potrebbe interessare a chi ha paura di rivelarsi e mettersi a nudo, a coloro i quali si stringono le pareti addosso e hanno un malessere generalizzato senza capire da dove provenga: non è mia intenzione dar loro una risposta, ma solo… farli sentire meno soli!

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Biografia:
Nicola Fermani è nato nel 1978 a Fabriano (AN), ha vissuto a Fiuminata a Macerata e a Perugia, dove si è laureato in Scienze della Comunicazione discutendo in scarpe da tennis la tesi ”Marco Tullio Giordana: stile ed emozioni”. Dopo aver conseguito la qualifica professionale di Organizzatore Eventi, dal 2008 al 2010 ha lavorato a Roma come Special Events Coordinator per la Mille Miglia, facendosi annodare la cravatta dalle cameriere degli alberghi di tutto il nord Italia. Ha vissuto 6 mesi a Dublino ed ha viaggiato da solo in tutta Europa ed in Sudamerica, progetta la Transiberiana e prepara l’assalto all’Estremo Oriente. Attualmente si occupa di social media strategies, risiede a Porto Sant’Elpidio e non possiede camicie.
Ed ecco alcuni estratti del libro:
“A una staccionata, con gli occhi fissi a scrutare il mare, si fermò. La luna splendeva davvero, la spiaggia era deserta e una leggera brezza prendeva d’infilata lo stadio. No, scusate, questo è Bruno Pizzul. E una leggera brezza… cullava le onde e i miei pensieri. Peccaminosi.”
La sedia bianca davanti alla finestra, la persiana marrone e la stufa elettrica a combustibile. Il divano sfondato, la stampa con l’elenco di tutti i mancini famosi della storia del mondo, quelli che, come diceva un certo Gazzaniga, usano maggiormente l’emisfero destro del proprio cervello, quello che è sede delle emozioni e della creatività, a discapito di quello sinistro che è sede del pensiero logico e del linguaggio: Leonardo da Vinci, Raffaello, Michelangelo, Picasso, Mozart, Beethoven, Einstein, Napoleone, Jimi Hendrix, Freddy Mercury, Paul McCartney, Maradona e Marilyn Monroe, Valentino Rossi, Charlie Chaplin, John McEnroe, Jack lo squartatore, Bill Gates. Una teoria affascinante, di cui ho abusato e continuo ad abusare senza ritegno per sedurre (senza possibilità di fallimento) le donne di tutto il mondo. Ancora oggi, un filo contrariato, continuo a chiedermi perché un incidente si chiama “sinistro” mentre “destrezza” è sinonimo di abilità.

Mi immersi come un pazzo: due felafel, Non al denaro non all’amore né al cielo, tre Nastro Azzurro e David Lynch, un pollo al limone e Breat Eston Ellis: Le regole dell’attrazioneAmerican PsychoGlamorama. Ellis lo chiamano “minimalista”, quelli dell’Accademia della Crusca. Io la crusca non la mangio nemmeno a colazione, mi fa tristezza. Quarantasei ascolti di seguito di Non torna dei CSI sul Lungotevere, avanti e indietro. I dialoghi di Full Metal Jacket, i monologhi di Boris Yelnikoff e i pensieri di Pat Bateman a memoria, il fermo immagine sulla pistola diDillinger è mortoLa scopa del sistema di D.F. Wollace e l’incontro con Dio in The Acid HouseAtmosphere di Ian Curtis, il Fight Club di Palaniuk e quello di David Fincher, la biografia di Joe Strummer e la Supplica a mia madre di Pasolini. E le evasioni di Benni, i revival con gli Skiantos, i Meganoidi e i Gaznevada, la bestia feroce di Edward Bunker. Le farms di John King e le mille luci di McInerney, il cane andaluso di Bunuel e quel Lercio di Irvine Welsh, La casa del sonno di J. Coe e le imprese di Arturo Bandini. Il genio di Best e la sregolatezza di Gascoigne. A dirigere la grande orchestra, sempre loro: Bukowski e De André, i veri pilota e copilota della macchina impazzita di cui credevo di essere al volante.

E anche Tutti pazzi per amore.

 

«A volte ho la sensazione di essere un “homo merdis”. Altre volte, ne ho la certezza».

 

Storcerò un po’ il naso se mi propongono una donna chiacchierata, perché se voglio mettere le radici devo fare così. Ma «Quella lasciala perdere che se l’è trombata mezzo mondo», secondo me significherà sempre manifestare risentimento per la propria appartenenza alla metà di mondo sbagliata.

 

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Ed ora passiamo al giveaway:

Cosa dovete fare per vincerlo:

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http://www.labibliotecadellaele.blogspot.it Eleonora C
http://www.thereadingpal.blogspot.it Lakedamia
http://www.ikigai.altervista.org
http://www.ilmondodimb.blogspot.it Monica Brizzi
http://www.abookislife.blogspot.it Pamela Macauda
http://www.rachelsandmanauthor.wordpress.com Rachel sandman
https://sesolosapessidire.wordpress.com (Cecilia)
http://ithuriel99.blogspot.com (Arya M.)
http://libridincanto.blogspot.com (Violet Flower)
http://inkandothersthingsaddicted.blogspot.com (Chiara A.
http://liberatrailibri.blogspot.it (Leryn P.)
http://pagineamerenda.com (Pagine a merenda)
Www.mekbuda.it (Sara e Massimiliano)

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Spero partecipiate in molti

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