NUOVE USCITE PER LA CASA EDITRICE MARSILIO EDITORI

Buonasera miei cari Lettori e Lettrici, vi segnalo le nuove uscite per la casa editrice Marsilio Editori del 3 Novembre.

La cultura è come la marmellata

Promuovere il patrimonio italiano con le imprese


PAGINE: 144, 1° ed.

DAATA DI PUBBLICAZIONE: 2016

Nodi / Nodi

ISBAN: 978-88-317-2478-4

                      TRAMA

«La cultura è come la marmellata: meno ne hai, più la spalmi». Marina Valensise parte da questo slogan, apparso sui muri della Sorbona nel maggio ’68, per illustrare uno dei paradossi italiani: il paese con il patrimonio più ricco del mondo è incapace di valorizzarlo, mentre altri prosperano su fortune molto meno cospicue. Fin dal titolo, il suo libro ha il sapore di una provocazione, ma è frutto di un’esperienza concreta. Tra il 2012 e il 2016, infatti, l’autrice ha diretto l’Istituto italiano di cultura a Parigi ed è riuscita a rinnovarne la sede, a moltiplicare il numero dei suoi frequentatori e a raddoppiare le entrate proprie rispetto alla dotazione statale. Il segreto? La virtuosa contaminazione e la potente sinergia tra pubblico e privato a favore del patrimonio, che Marina Valensise ripercorre in queste pagine proponendole come modello di valorizzazione partecipata. La differenza di impostazione non è banale e sta in un concetto apparentemente semplice: la capacità di evolversi, abbandonando un ruolo passivo per una funzione più innovativa, che vada oltre quella di semplice cinghia di trasmissione del sapere dato, per produrre cultura in nome di un’idea più dinamica dell’interesse generale. La lievità del racconto, ricco di aneddoti gustosi e frutto di mille incontri con personalità che nei più vari settori – dal design alla cucina, dall’architettura alla musica – danno lustro all’Italia nel mondo, si unisce al monito a tornare protagonisti in nome della cultura sul piano internazionale, offrendo un decalogo di semplici regole per applicare questo modello alla realtà quotidiana delle istituzioni e delle imprese. 

      Autore

Marina Valensise  ha diretto l’Istituto italiano di cultura a Parigi dal 2012 al 2016. Dal 1996 collabora con «Il Foglio» e vari settimanali. In passato si è lungo occupata di storia e ha curato l’edizione italiana delle ultime opere di François Furet. Nel 2007 ha pubblicato Sarkozy. La lezione francese e nel 2015 una biografia dell’Hôtel de Galliffet, in edizione bilingue e illustrata. Con Marsilio ha pubblicato Il sole sorge a Sud. Viaggio contromano da Palermo a Napoli via Salento (2012, 2 edizioni), premio Mondello speciale per la Letteratura di viaggio 2013.

Nero Dickens

Racconti del mistero di Charles Dickens

a cura di Marisa Sestito


Pagine: 208, 1° ed.

Data di pubblicazione: 2016

Letteratura universale / ELSINORE

Isban: 978-88-317-2565-1

                            TRAMA

Seppur non manchino spettri e stregate visioni, non è il soprannaturale di per sé il segno forte di questi racconti di Dickens, ma piuttosto il mistero: mistero di passioni devastanti e maniacali ossessioni, oscuri ed enigmatici presagi di un destino incombente o torturanti memorie di un passato lontano. E ancora, mistero di parole che tornano implacabili a scandire i tempi della vita e i percorsi del racconto, mistero di sguardi e gesti indecifrabili – coprirsi gli occhi con un braccio, seguire compulsivamente con la mano le fibre di una stuoia -, di strani anomali personaggi e di ambigue storie in cui si sfuma il confine tra realtà e allucinazione, ragione e follia, vita e morte. Storie tanto più inquietanti quanto più calate in quel contesto, e linguaggio, “realistico”, di cui Dickens è maestro insuperabile, che puntualmente viene smantellato nelle sue labili, illusorie certezze. Alla forza immaginativa di questo contrasto contribuisce il particolare genere di molti dei testi qui presentati, che sono brevi narrazioni in sé compiute inserite nei romanzi (Il Circolo Pickwick, La piccola Dorrit, Un racconto di due città), con la funzione di spezzare il flusso del reale e, quasi inavvertitamente, passare il testimone da personaggi realistici, comici o convenzionali, a cupe, spettrali figure della trasgressione: pazzi, assassini, padri maledetti e crudeli, spose dementi e disperate. Unico racconto autonomo a tutti gli effetti è lo splendido Linea secondaria nr. 1. Il casellante, da molti considerato il più bello di Dickens: il tetro buco nero della galleria ferroviaria sul quale balugina a tratti una tetra luce rossa a segnalare un pericolo sconosciuto e palpabile, fantasmatico e reale, può ben essere assunto a immagine-simbolo dello spazio in cui si muovono questi racconti, e in cui vertiginosamente si confondono le nostre luci e le nostre ombre.

Autore

Charles Dickens (1812-1870): romanziere, attore, pubblicista, conferenziere; instancabile rielaboratore di stimoli che la vita, sua e del suo tempo, propone, e che discendono fino a noi grazie a testi memorabili. Il Circolo PickwickDavid CopperfieldCasa desolataGrandi speranzeIl mistero di Edwin Drood: alcune gemme tra tante.

Thomas Hodgskin, discepolo anarchico di Adam Smith


Pagine: 272, 1° ed.

Data di pubblicazione: 2016

Biblioteca / Biblioteca

Isban: 978-88-317-2591-0

                                 TRAMA

Thomas Hodgskin fu una fi gura anomala e avventurosa, nell’ambiente culturale britannico. “Consegnato” dal padre alla Royal Navy all’età di dodici anni, combatté nelle guerre napoleoniche. Rientrato nella vita civile, scrisse un potente attacco alla disciplina in uso sulle navi della Marina e alla pratica della coscrizione di mare (impressment). Quel lavoro lo segnalò ai maggiori intellettuali dell’epoca. Sostanzialmente autodidatta, Hodgskin divenne giornalista e cronista parlamentare. Fu per breve tempo assistente di Jeremy Bentham, viaggiò per l’Europa, seguì a Parigi le lezioni di economia di Jean-Baptiste Say e prese moglie in Germania. Collaborò con la stampa radicale e liberale, fu fra i fondatori del Mechanics’ Institute di Londra (una istituzione votata a perseguire l’educazione della classe operaia), e divenne infi ne uno dei primi redattori dell’«Economist». Il saggio più noto di Hodgskin, Labour Defended Against the Claims of Capital, ne fece un punto di riferimento per il nascente movimento operaio. Per Sydney e Beatrice Webb, i fondatori della Fabian Society e della London School of Economics, Karl Marx era nientemeno che il suo «illustre discepolo». Hodgskin tuttora è considerato dai più un «socialista ricardiano». Questo libro cerca invece di riscoprire Hodgskin come esponente di primo piano della tradizione del pensiero liberale classico e della nascente economia politica. Guardava al mondo nuovo creato dalla Rivoluzione industriale con ottimismo e comprese come esso avrebbe migliorato le condizioni di vita dei lavoratori, anziché peggiorarle. Più che anticipare Marx, seguì Adam Smith e cercò di trarre tutte le implicazioni dal suo pensiero. Autore

Alberto Mingardi (1981) è stato fra i fondatori ed è attualmente direttore dell’Istituto Bruno Leoni, think tank che promuove idee per il libero mercato.
È adjunct scholar del Cato Institute di Washington DC. Dottore di ricerca in Scienze Politiche, ha scritto per giornali e riviste. Oggi collabora con «The Wall Street Journal Europe» e con il supplemento domenicale del «Sole 24 Ore».
Twitter: @amingardi.

L’attore in primo piano

Nascita della recitazione cinematografica


Pagine:  192, 1° ed.

Data di pubblicazione: 2016

Elementi / ELEMENTI

Isban: 978-88-317-1896-7

                              TRAMA

Oggi gli attori cinematografici recitano, siamo in grado di riconoscere diversi stili nelle performance dei protagonisti dei film che amiamo, ma non è sempre stato così. Quando il cinema era appena nato iniziò a prosperare grazie ad attori e attrici ma senza che loro potessero parlare. All’epoca, quando la recitazione era appannaggio dei soli interpreti teatrali, non aveva alcun senso immaginare un gesto artistico nel lavoro di scritturati che si limitavano a posare: infatti si parlava al massimo di esibizione e i personaggi cinematografici cominciavano appena a comparire. Il libro vuole spiegare due cose: come sia avvenuto il passaggio dalla casualità con cui i primi volti del cinema, posti davanti alla macchina da presa, hanno emozionato generazioni di spettatori e la nascita di una nuova professione artistica. Gli attori, affacciati dal grande schermo, hanno raccontato personaggi chiave delle nostre vite e lo hanno fatto recitando. Come bambini diventati adulti, prima li abbiamo amati, poi compresi. Il presente volume tenta di mostrare come e perché.

Autore

Cristina Jandelli  è professoressa associata presso il Dipartimento SAGAS (Storia, Archeologia, Geografia, Arte, Spettacolo) dell’Università degli Studi di Firenze, dove insegna Storia del cinema e Forme del cinema moderno e contemporaneo. Ha scritto I ruoli nel teatro italiano fra Otto e Novecento(Le Lettere, 2002; CUE Press, 2016), La scena pensante. Cesare Zavattini fra teatro e cinema (Bulzoni, 2002), Le dive italiane del cinema muto (L’Epos, 2006).

Per Marsilio ha pubblicato Breve storia del divismo cinematografico (2007) e I protagonisti. La recitazione nel film contemporaneo (2013).


Meneghello: solo donne

Pagine: 240, 1° ed.

Data di pubblicazione: 2016

Genere: Saggi / CRITICA

Isban: 978-88-317-2469-2

                       TRAMA

«“Lo so che siete fantasmi, voi donne” esclamò alzando gli occhi al soffitto, “ma che cosa ci posso fare io?”». Il gineceo di Luigi Meneghello, la sua immaginaria e reale “città delle donne”: bambine, Madonne, zie, paesane, studentesse d’oltremanica, partigiane e donne di spade…, un mosaico di ritratti di intensa, esilarante potenza figurativa usciti dalla penna di uno dei più grandi scrittori del Novecento italiano e nello specchio critico di due suoi lettori d’elezione. Con uno scoop: per la prima volta un album di immagini presenta Meneghello fotografo.

Autori

Ernestina Pellegrini insegna Letterature comparate all’Università di Firenze. Ha curato il primo volume delle Opere di Claudio Magris nei Meridiani Mondadori, 2012. A Meneghello ha dedicato due libri: Nel paese di Meneghello (Moretti&Vitali 1992)e Luigi Meneghello (Cadmo 2003).

Luciano Zampese  insegna Linguistica italiana all’Università di Ginevra e latino e grecoal liceo classico di Thiene (VI). È autore con Angela Ferrari di un manuale di linguistica: Grammatica: parole, frasi, testi dell’italiano (Carocci 2016). Su Meneghello ha pubblicato La forma dei pensieri (Cesati 2014).


Inno a Nettuno. Odae adespotae

a cura di Margherita Centenari

Pagine:  288, 1° ed.

Data di pubblicazione: 2016

Genere: Saggi / TESTI E STUDI LEOPARDIANI

Isban: 978-88-317-2465-4

                              TRAMA

L’Inno a Nettuno e le Odae adespotae, composti a Recanati nel 1816 e pubblicati l’anno successivo a Milano come presunti inni greci ritrovati in un oscuro codice medievale, rappresentano uno dei più audaci tentativi di Giacomo Leopardi sul terreno dell’imitazione degli antichi. Stesi in volgare, in greco e in latino, essi costituiscono paradossalmente i primi componimenti poetici originali fatti stampare dal giovane autore che, dietro un intrigante gioco di mascheramento e depistaggio dei propri lettori, volle testare con eccezionale sperimentalismo le possibilità della lirica moderna di farsi interprete della naturalezza appartenente alla dimensione poetica classica. La presente edizione offre per la prima volta un commento puntuale a questi testi, di cui vengono approfonditi il valore storico-letterario e le diverse e molteplici implicazioni con la scrittura “antica” dei futuri Canti. Nei falsi leopardiani si riconoscono infatti le profonde radici dell’apprendistato letterario dell’autore, il rapporto che egli intrattenne nelle vesti di filologo e di poeta con i modelli greci (specialmente con Omero, Anacreonte e Callimaco), l’influsso delle sue coeve teorie sulla traduzione, nonché – sullo sfondo – i legami con il contemporaneo dibattito classico-romantico.

Autore

Giacomo Leopardi

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