NUOVE USCITE PER LA CASA EDITRICE MARSILIO EDITORI

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Buon pomeriggio miei cari Lettori e Lettrici, sono qui per segnalarvi delle nuove uscite per la casa editrice Marsilio Editori.

Andiamo a vedere insieme di che libri si tratta.

Titolo: Rubens e la nascita del Barocco

a cura di Anna Lo Bianco
Casa Editrice: Marsilio Editori
Pagine: 272 con 134 illustrazioni
Data di Pubblicazione: 1° edizione
2016
Isban: 978-88-317-2376-3
                                             TRAMA
Il soggiorno di Rubens in Italia lascia una traccia indelebile nel suo mondo di artista. Finalmente a contatto con l’arte antica e con il Rinascimento, oggetto dei suoi amati studi, l’artista sprigiona una vena creativa densa di energia drammatica che reinterpreta tutti gli stimoli del passato in invenzioni personalissime e ardite. Se l’Italia è stata così importante per Rubens, non possiamo altresì non riconoscere che Rubens è stato ugualmente determinante per l’Italia, per tutti quegli artisti di una generazione più giovane che hanno visto in lui un’energia creativa nuova e prorompente. Le opere di Pietro da Cortona, Bernini, Lanfranco, fino a Luca Giordano e Salvator Rosa testimoniano l’evidente debito nei confronti dell’artista fiammingo, interpretato poi da ognuno secondo la propria visione. Quanto ha contribuito Rubens alle vicende italiane del Barocco nascente? È una domanda che a questo punto ci si deve porre.
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Titolo: Il Golem
Autrice: H. Leivick
Pagine:  240
Anno di Pubblicazione: 1° edizione 2016
Isban: 978-88-317-2414-2
                                    TRAMA
Pubblicato a New York nel 1921, il dramma poetico in otto quadri Der goylem è fra le opere memorabili della letteratura yiddish. Fu messo in scena la prima volta in ebraico, a Mosca nel 1925, dal teatro Habima, di cui diventò presto, e rimane tuttora, uno dei cavalli di battaglia. La regia era di Boris Veršilov, che due anni dopo ne diresse la prima messa in scena in yiddish. L’opera si ispira all’antico mito dell’automa-Messia. In epoca tarda la creazione del Golem viene attribuita al rabbino di Praga Yehuda Löw ben Betsalel (Poznań, 1520 – Praga, 1609), detto il Maharal. Se però nella tradizione ebraica il Messia è sempre pronto a intervenire, nel dramma di Leivick il fantoccio di argilla non può mai essere pronto, cerca di ritrarsi dal suo compito, si rifiuta di vivere; con disperazione di bambino implora il suo creatore di lasciarlo fra le tenebre del non-essere. Nel Golem non trovano una risposta univoca i grandi temi da esso sollevati. Non sappiamo se l’esistenza del Golem sia considerata frutto della volontà divina o solo della hybris prometeica del Maharal; non conosciamo il significato della redenzione, non ci vengono fornite né una giustificazione né una condanna univoca dell’uso della violenza. Ma risaltano, in questo dramma tutto al maschile (come sostanzialmente maschile è la cultura ebraica tradizionale), l’immagine del rapporto fra il rabbino e il Golem, al contempo padre-figlio, Dio-essere umano, e la creaturalità smarrita, desiderante e priva di conforto del goffo pupazzo, vero emblema dell’uomo moderno.

Autore

H. Leivick , pseudonimo di Leivick Halpern, nacque in Bielorussia nel 1888, nella cittadina di Igumen. La biografia dei suoi primi anni di vita è tipica dello shtetl: miseria e promiscuità, un padre insoddisfatto e manesco, la disciplina ferrea della scuola tradizionale. Quindi la yeshivà a Minsk, il cui direttore, illuminato, consentiva ai ragazzi lo studio della grammatica ebraica, materia laica. Durante la rivoluzione del 1905 Leivick aderì al Bund, il grande partito socialista ebraico, sovranazionale e yiddishista. Decise di abbandonare l’ebraico in favore del linguaggio delle masse deprivate: della letteratura yiddish sarebbe diventato uno dei massimi rappresentanti. Nel 1906 fu arrestato dalla polizia zarista e condannato a quattro anni di lavori forzati e all’esilio a vita in Siberia. Alcuni anni dopo fortunosamente fuggì dalla Siberia e nell’estate del 1913 sbarcò negli Stati Uniti. In America Leivick si trovò a fronteggiare situazioni lavorative e sociali durissime, descritte in alcune delle sue pièces più rappresentate, come Shmates (Stracci), del 1921, o Shop, del 1926. Inizialmente vicino al gruppo di poeti yiddish modernisti Di Yunge, Leivick andò sempre più concentrandosi su miti e leggende del mondo ebraico. Dopo la Shoà, fra i poeti e gli scrittori yiddish negli Stati Uniti Leivick fu il primo a dar voce al senso di spaesamento e di colpa di fronte alla catastrofe, di cui molti suoi testi – fra cui Il Golem – sembrano contenere inquietanti premonizioni. Morì a New York nel 1962.
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Titolo: Pedagogia e corte nel Rinascimento italiano ed europeo
Prefazione di Fabio Finotti
Pagine: 312
Anno di Pubblicazione: 1° edizione 2016
Isban: 978-88-317-2467-8
                              TRAMA
La pedagogia umanistica e rinascimentale propone un rinnovamento che non rimane limitato al puro ambito educativo, ma si apre a più ampi e suggestivi orizzonti antropologici, politici, artistici. L’ambiente ideale dove sperimentare nuovi modelli pedagogici si rivela, già a partire dalla seconda metà del Trecento, la corte. Umanisti e maestri come Giovanni Conversini da Ravenna, Pier Paolo Vergerio, Vittorino da Feltre e Guarino Veronese realizzano le loro più importanti esperienze educative nelle corti padane di Padova, Mantova e Ferrara. Per tutti risulta decisiva la lezione di Francesco Petrarca, artefice del «sogno dell’Umanesimo». Il volume ripercorre la vitalità della pedagogia umanistica italiana ispirata dal modello petrarchesco e capace di superare i confini spazio-temporali, da un lato aprendosi all’Europa e dall’altro imponendosi quale fenomeno culturale di “lunga durata”, come dimostrato da autori quali Erasmo da Rotterdam, Michel de Montaigne, John Locke e Jean-Jacques Rousseau. «Un viaggio davvero affascinante» scrive Fabio Finotti nella sua Prefazione «verso la scoperta rinascimentale che la prima fondamentale opera d’arte è la persona».
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Antologia della critica giapponese moderna
Titolo: Letterario, troppo letterario
 Pagine: 240
Anno di Pubblicazione: 1° edizione 2016
Isban: 978-88-317-2592-7
                                   TRAMA
La critica letteraria e la saggistica riguardante temi legati alla pratica creativa costituiscono due voci importanti nella letteratura giapponese moderna. Da Natsume Soseki e Tanizaki Jun’ichiro ad autori meno noti come il romantico Kitamura Tokoku o il futurista Hirato Renkichi, il libro introduce i lettori alla conoscenza di questo vasto patrimonio, accompagnandoli in un percorso che si snoda dagli anni ottanta del XIX secolo agli inizi del periodo Showa (1926-1989).
Nuove Uscite e Anteprime
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