FIGLI DELLO STESSO FANGO

Buonasera miei cari Lettori e Lettrici, ecco a voi la recensione che vi avevo promesso.

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Titolo: Figli dello stesso fango

Autore: Daniele Amitrano

Casa Editrice: 13Lab

Anno di Pubblicazione: 14 Gennaio 2016

Genere: Romanzo per ragazzi

Pagine: 202

Prezzo Cartaceo: 13,00 €

                                                             TRAMA

Una telefonata misteriosa annuncia ad Andrea una morte di overdose. Lui, un giovane e affermato giornalista residente a Milano, decide di tornare nel suo paese dopo circa dieci anni. Il ritorno nella casa dove ha vissuto la sua adolescenza lo fa affondare nell’oscurità del tempo passato e rivivere eventi quasi del tutto dimenticati. Nel suo flashback ripercorre varie tappe: il dramma della malattia del fratello, afflitto da schizofrenia; la ricerca di una via d’uscita dalla monotonia della piccola realtà di provincia e il fascino dei ragazzi più grandi che appaiono imbattibili; la ricerca del prestigio sociale attraverso falsi miti generazionali, come la droga e la violenza; le leggi non scritte del branco. E’ un periodo di ribellione e di assoluta sete di libertà che induce il protagonista e i suoi amici a un escalation di eventi che li condurrà sull’orlo del baratro. Quando Andrea scopre l’identità del defunto, inizia la sua personalissima indagine. Incontrando gli amici d’infanzia, il giornalista scopre che la droga è sempre il filo conduttore degli eventi ma non è la sola protagonista che porterà all’epilogo inaspettato e drammatico.

                                                CITAZIONI LIBRO

Le sue frasi affondano come lame appuntite nei pensieri di Andrea. Solo il tempo potrà stabilire e verificare la loro attendibilità”

 

I loro occhi luccicano di un amore appena nato. I loro cuori sono fiori dalle corolle aperte che sprigionano un estasiante profumo”.

                                                      OPINIONE MIA

La copertina di Figli dello stesso fango mi ha ricordato un libro che lessi alle medie.

Volete sapere di che libro si tratta?

Ebbene, il libro in questione è: Il deserto può fiorire di Cesare Peri.

Non so quanti di voi lo hanno letto, i due libri sono l’opposto l’uno dall’altro ma hanno in comune la stessa tematica: la droga.

Cosa dire del libro Figli dello stesso fango?

I primi 15 capitoli non mi sono piaciuti per niente devo essere sincera stavo per mollare ma poi da gran testarda che sono ho continuato a leggere e che dire ho fatto bene.

Dal 16° capitolo le cose si sono fatte interessanti.

Andrea è un ragazzo che va alle superiori, con una famiglia assente per via del fratello Maurizio che è affetto da schizofrenia.

Il ragazzo dopo una delusione d’amore, dopo che la famiglia lo ignora completamente, inizia a frequentare sempre più spesso ragazzi un po’ più grandi di lui. Il gruppo decide di chiamarsi “La Fossa”.

Tra i ragazzi all’inizio si crea intesa ma dopo, per la fame di potere i ragazzi si divideranno.
Passati 10 anni, Andrea riceve da un suo ex amico una chiamata è morto una persona.

Torna così nel suo paese natio e così scoprirà il nome del defunto.

La faccenda lo sconvolgerà molto ma farà di tutto per far venire la verità a galla.

L’autore ha saputo creare davvero una bella storia intorno a quello che tutt’oggi è un problema, sopratutto tra i ragazzi: la droga.

Molte persone cascano nel giro per via delle loro amicizie, perché pensano: “Lui si droga, lo faccio anche io, tanto posso uscire quando voglio”.
Ebbene non sempre è così. Ho sei intelligente come Andrea che capito i pericoli che corre, sceglie la strada migliore, abbandonando la droga; oppure sei come Jack che casca in un giro pericoloso e in cui uscirne dopo diventa difficile.

Scritto in maniera semplice, coincisa dove il passato e il presente si amalgamano.

E come se Andrea rinascesse lasciando la via vecchia per quella nuova.

Leggete il libro, non ve ne pentirete. Io lo consiglierei sopratutto a coloro che sono nella fase dell’adolescenza, anche se lo possono leggere tutti.

Cosa dire del finale, non solo vi sorprenderà ma vi lascerà anche a bocca aperta. Penserete come me l’autore ha saputo sorprendere i lettori.

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