INTERVISTA A MARIANA FUJEROF

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Eccomi di nuovo qui per proporvi un’intervista all’autrice del libro L’uomo dalle iridi a specchio Qui trovate la mia recensione.

Ciao Mariana e benvenuta nel mio blog.

Ciao Gioia, grazie per avermi invitata.

Iniziamo con l’intervista…

1. Com’è nata la passione per la scrittura? A che età hai iniziato a scrivere e cosa, oppure chi, ti ha portata a farlo?

Da bambina ho avuto la fortuna di vivere per alcuni anni a stretto contatto con persone per me importantissime dedite alla lettura e alla scrittura. Sono state loro a trasmettermi l’amore per tutto ciò che si può leggere, scrivere e raccontare. Ero anche affascinata dal sentirle discorrere di quello che leggevano e scrivevano. E, non per ultimo, l’essere quasi sempre sola, vivere in un luogo abbastanza isolato ma tuttavia protetto, ha fatto sì che la mia fantasia mettesse le ali immaginandosi mille storie… da lì a scriverle è stato per me un passaggio naturale.

2. Cosa fai nella vita oltre a scrivere?

Sento che scrivere, leggere e raccontare sono pilastri portanti della mia vita. È in queste attività che mi realizzo, svelo, trasformo. Certo, ci sono anche aspetti della mia vita, strettamente privati, che assomigliano a un piccolo sacco di juta in cui sono custoditi un paio di utensili, essenziali per me, che mi porto segretamente appresso… inoltre amo la danza e curare piante, fiori e alberi da frutto.

3. Quale è stato l’input che ti ha spinto a scrivere L’uomo dalle iridi a specchio?

L’input è nato dal desiderio di concentrare in una figura maschile alcuni aspetti virili che attraggono e indispettiscono allo stesso tempo. Infatti Amedeo è sicuro di sé, narcisista, arrogante, maschilista e, a volte con ragione, insofferente…
Nonostante tutti questi difetti, e forse in parte proprio in virtù di essi, è un personaggio che incuriosisce e cattura il lettore.

4. Tre aggettivi sul tuo libro.

Avvincente, ironico, pungente.

5. Dove trai ispirazione per i tuoi personaggi? In quale ti riconosci maggiormente?

L’ispirazione mi viene, oltre che dalla fantasia, dalla vita reale, di cui sono attenta osservatrice. Il personaggio nel quale potrei riconoscermi, per esperienze affini di vita vissuta, sarebbe Costantino de Fresnay (Il Veleno nell’Anima), anche se non totalmente. Infatti, mi è piaciuto attribuire alcune mie peculiarità ad Amedeo, mentre ho conosciuto in passato la paralisi emotiva e in parte anche quella verbale che caratterizzano rispettivamente la protagonista de Il Veleno nell’Anima e Manuela, la sorella di Amedeo.

6. Parlaci del tuo romanzo Il Veleno nell’Anima.

Avvalendomi di un’estrema sintesi, posso dire che Il Veleno nell’Anima dà voce alla lacerante esperienza del non sentirsi amati e alle tragiche conseguenze del rifiuto originale, quello della madre che ripudia il figlio ancor bambino, caricandolo di tutto il male possibile. L’ambientazione del romanzo spazia dagli ultimi anni dell’Ottocento a quelli che seguirono immediatamente il primo conflitto mondiale. Si percepisce la mano fredda e insanguinata della guerra artigliare, per strapparli, i veli della spensierata fanciulla danzante che incarna la Belle Époque. La fine di un’era e dei suoi valori, che deve cedere il posto a un ritorno di barbarie e d’ingiustizia.

7. Come mai hai deciso di pubblicare con la casa editrice Les Flâneurs Edizioni?

Ho deciso di pubblicare con Les Flâneurs Edizioni perché è una casa editrice un po’ di nicchia che stimo molto e che ha saputo apprezzare il mio romanzo senza volerlo stravolgere per adattarlo a mode passeggere. È infatti riuscita a coglierne anche quei lati più reconditi che erano invece sfuggiti ad altri editori. Inoltre, rispetta le mie esigenze personali tutelando la mia vita privata.

8. Che motto/citazione hai? Se ne hai uno, qual è?

«Il risultato più elevato dell’istruzione è la tolleranza.» Helen Keller

9. Quale, fra i tuoi personaggi, vorresti nella vita reale?

Senza dubbio Costantino de Fresnay, insignito di qualità umane e caratteriali che gli permettono di trasmettere ai suoi simili quei valori della vita necessari per raggiungere porti sicuri.

10. Ti piacerebbe scrivere un libro a quattro mani? E con chi?

No, preferisco la condivisione intima con il mio pubblico, oltre che garantirmi la totale libertà creativa.

11. Il libro che hai letto e che avresti voluto scrivere tu?

La Coscienza di Zeno, che segna il nevroticismo emergente dell’individuo quando questo incomincia a non potersi più rispecchiare nei valori di una società in fase di sgretolamento e che si svende.

12. Perché qualcuno dovrebbe leggere L’uomo dalle iridi a specchio?

Per divertimento, suppongo, ma al contempo per riflettere su certe scomode verità che nel romanzo vengono dipinte con un’ironia velata di amarezza.

13. Parlaci dei tuoi progetti futuri.

Sicuramente pubblicare gli altri volumi della serie dedicata ad Amedeo, ma anche realizzare un progetto forse un po’ ambizioso riguardante un personaggio che avrebbe avuto ancora molto da dire… non so se potrò ancora disporre del tempo e delle condizioni ideali per raggiungere anche questo traguardo. Di più non voglio svelare.

14. Quanto c’è di te in quello che scrivi?

Il dolore, ma anche una certa ironia congenita che è il mio punto di forza. Sono le due facce della stessa medaglia.

15. Ebook oppure cartaceo? Quale dei due preferisci per leggere libri?

L’eBook mi permette di acquistare ancora tutti quei libri che non saprei altrimenti dove sistemare, casa mia rischia davvero di esplodere… ma il cartaceo sarà l’unico libro ancora fruibile quando vorremo disintossicarci dagli inquinamenti elettrici per rifugiarci in una vita più essenziale. I tempi sono maturi.

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