INTERVISTA A LUCA BONAFFINI

foto Fenucci

Buonasera miei cari Lettori e Lettrici, vi ricordate che vi ho recensito Eterni Secondi.

L’autore ha risposto gentilmente ad alcune mie domande.

Venite a scoprire con me le risposte 🙂 

Buonasera Luca e grazie per essere qui nel mio piccolo angolo del web.

 Iniziamo con una domanda che rivolgo a tutti coloro che intervisto.

 1.   Chi è Luca Bonaffini nella vita di tutti i giorni? Oltre ad essere un cantautore, scrittore e registra teatrale?

 Un sognatore di professione. Del resto, l’unico modo per rispondere e per ribellarsi a questo mondo oramai in balia del nulla “materico” e delle miserie del concretizzare temporaneo, è astrarsi nella bellezza. Fantasticare cose che, magari, possano diventare realtà.

 2.    Com’è nata la passione per la scrittura?

 Dalla lettura. Leggere è stato il primo passo verso la voglia di scrivere. Prima poesie e canzoni, grazie alla musica, poi qualche monologo molto più tardi. Infine, a cinquant’anni, quando forse avevo qualcosa da raccontare di importante, mi sono appassionato alla narrativa.

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 3.   Scrivere un libro è diverso dallo scrivere una canzone, oppure no?

 La tecnica sì, certamente. Ma nel mio caso si tratta di urgenze, quindi l’elemento motivazionale è lo stesso.

 4.   Quale è stato l’input che ti ha spinto a scrivere Eterni Secondi?

 Il desiderio di avere un romanzo lungo, vero, che – come un vestito – potessi indossare con serenità. Vestirsi di parole, è facile. Indossare una narrazione, è molto più difficile. Mi sento, grazie a questo libro, di poter girare liberamente con degli abiti che calzano bene la mia persona, la mia identità letteraria, il mio carattere di scrittore.

5.  Che motto citazione hai? Se ne hai uno qual è?

 Una canzone, rimasta in-pubblicata, scritta a 19 anni: “ se la vita è una scommessa, io mi gioco tutto quanto…”

Bellissima frase 🙂

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 6.   Parlaci dei tuoi progetti futuri.

 Un tour fino a marzo nelle biblioteche e nelle librerie di tutt’Italia, per fermare lungo la mia biografia artistica, nuovi incontri e secondi eterni…

 7.    Quale dei tre racconti senti più vicino a te e perché?

 Il terzo. “La notte in cui spuntò la luna dal monte” è autobiografico, l’unico dei tre, nel quale cito, istante per istante, l’evento-notte che cambiò la carriera di Bertoli e, in parte, anche la mia. Ma soprattutto mi formò al sogno reale, a come dal nulla si possono creare opere, in quel caso una canzone, che cambiano il senso della vita propria e, non di rado, anche di altre persone.

 8.    Oltre a scrivere, sei anche una lettore? Quale genere ami leggere di più?

Sono un cannibale. Amo la letteratura che sa di umanità… quella vuota e inutile non mi interessa.

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 9.      Tre aggettivi sul tuo libro?

 Curioso.

Destabilizzante.

Intenso.

 10.   Perché le persone dovrebbero leggere il tuo libro?

 Perché l’ho scritto. Se no… che faccio? Me lo leggo la sera, prima di dormire?

 

Grazie Luca per essere stato qui con noi 🙂

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